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La provincia di Roma ha una superficie di 5.353 kmq, con 119
comuni ed un totale di 3.849.487 abitanti.
Il territorio della Provincia di Roma offre bellezze naturali
e storiche di primaria importanza ed è caratterizzato dalla
notevole varietà morfologica e geografica. La struttura
morfologica e ambientale permette un'analisi da effettuare in
base ad una divisione in sei zone, esclusa la città di Roma,
capoluogo di Provincia.
Zona Nord-Ovest
Parte dal Fiumicino e arriva fino ai tre bellissimi borghi
situati sul Lago di Bracciano (Bracciano, Trevignano Romano e
Anguillara Sabazia). Dal Tirreno ci si immerge all'interno delle
bellissime foreste che ricoprono la zona dei Monti della Tolfa e
i Monti Sabatini. Alla fine si arriva al cratere che contiene il
Lago di Bracciano, vicino al quale si trova anche il piccolo ma
altrettanto suggestivo Lago di Martignano. Questa zona si
identifica anche con l'Area della cosiddetta Tuscia Romana.
Zona della Valle del Tevere
Comprende una ventina di comuni, posizionati quasi tutti lungo
la Via Cassia, la Via Flaminia, la Via Salaria e la Via
Nomentana. Il Tevere la divide in due aree distinte: Area
etrusco-capenate ed Area della Campagna Latina. L'intera zona si
distingue per la ricchezza del paesaggio. Bellissime quanto
suggestive sono le Riserve naturali di Nazzano - Tevere - Farfa,
il Parco della Valle del Treja e la zona del Monte Soratte. Dal
punto di vista archeologico la Villa dei Volusii, il Lucus
Feroniae presso Capena e il Parco Archeologico di Veio sono solo
alcune delle ricchezze storiche e culturali presenti nella zona.
Zona Tiburtino-Sublacense
I suoi centri più importanti sono Tivoli e Subiaco. Confina con
l'Area Prenestina e la zona dei Monti Lepini. Al suo interno vi
sono 49 comuni disposti su un territorio di più di 1000 kmq,
interamente attraversato dal fiume Aniene. La Valle dell'Aniene
rende assai suggestivo l'aspetto paesaggistico. Particolarmente
importanti sono anche il Parco Regionale dei Monti Lucretili e
il Parco Regionale dei Monti Simbruini. Il paesaggio in generale
si caratterizza per la grande presenza di colline ricche di
uliveti che si estendono dai Colli di Tivoli fino alla Sabina.
Nella parte meridionale, vicino Olevano Romano, non manca la
vite.
Zona Prenestina e dei Monti Lepini
E' situata tra la Valle dell'Aniene e i Colli Albani. Al suo
interno vi sono 17 comuni, quasi tutti attraversati dalla Via
Prenestina e dalla Via Casilina. La zona è importantissima per
la forte presenza di tesori archeologici (resti dell'epoca
romana ma anche dei Volsci oltre a Castelli e Palazzi risalenti
al Medioevo e al Rinascimento). Palestrina, bellissima cittadina
all'inizio della Valle del Sacco e del Liri, è famosa anche per
aver dato i natali al grande compositore Giovanni Pierluigi da
Palestrina. Lungo la Via Casilina il borgo di Genazzano si trova
alle pendici dei Monti Prenestini. Colleferro, nella valle dei
Lepini, è un centro industriale.
Zona dei Castelli Romani
E' sicuramente la zona più conosciuta e più vicina a Roma,
ospita diciassette comuni. Situata all'interno del grande
vulcano Laziale dove si trovano suggestivi paesaggi. I due laghi
di origine vulcanica di Castel Gandolfo e di Nemi e la grande
quantità di verde conferiscono al luogo suggestioni uniche.
Sempre dal punto di vista ambientale, la zona è racchiusa quasi
per intero all'interno del Parco Regionale dei Castelli Romani.
Dal punto di vista storico e archeologico numerose sono le
ricchezze sparse in ogni angolo di questo bellissimo territorio.
Si ricordano la città antica di Tusculum, sopra Frascati, la
piazza con le Fontane del Bernini e il Palazzo Chigi ad Ariccia,
la Villa Aldobrandini ancora a Frascati.
Zona del Litorale Sud
E' l'area più piccola e ospita solo quattro comuni (Pomezia,
Ardea, Anzio e Nettuno). Confina con la Provincia di Latina.
L'interesse naturalistico è dovuto alla massiccia presenza della
vegetazione di macchia mediterranea e alla Riserva Naturale di
Tor Caldara, zona nota per le esalazioni sulfuree. L'interesse
storico e culturale è invece dovuto ai resti di un villaggio
risalente all'età del Bronzo nei pressi di Ardea, alle rovine
del Palazzo Imperiale ad Anzio, alla famosa Torre Astura nei
pressi di Nettuno.
I comuni della Provincia di
Latina
La provincia di Latina ha
una superficie di 2.250 kmq, con 33 comuni ed un totale di
510.000 abitanti. Il territorio, diviso fra aree
collinari, montane e piane costiere, in tutta la sua
estensione, è bagnato dal Mar Tirreno.
Il litorale ha un'estensione di più di oltre 100 km e
si sviluppa dalla foce del fiume Astura fino alla foce del
fiume Garigliano. I centri più importanti di questa zona
sono: Latina, Sabaudia, S. Felice Circeo, Terracina,
Fondi, Sperlonga, Gaeta, Formia e Minturno-Scauri.
Le isole pontine sono divise in due gruppi: Ponza,
Palmarola, Gavi e Zannone a Nord-Ovest, Ventotene e Santo
Stefano a Sud Est.
Nell'entroterra, la provincia di Latina è attraversata
dagli Appennini.
Da Nord a Sud, i Monti Lepini, i Monti Ausoni e i monti
Aurunci, tre catene montuose un tempo riunite sotto
l'unico nome di Monti Volsci. La vegetazione risulta assai
varia e i profili dei rilievi sono alti e massicci.
I comuni più importanti di questa zona sono Bassiano,
Cori, Norma Priverno, Maenza, Roccagorga, Prossedi,
Roccasecca dei Volsci, Rocca Massima, Sermoneta e Sezze.
Ai piedi di questa catena si estende l'Agro Pontino. In
questa zona, sorgono le cosiddette città nuove: Latina,
Sabaudia, Aprilia e Pontinia.
Queste città vennero costruite in epoca fascista, fra il
1932 e il 1937, quando venne realizzata la bonifica della
pianura pontina dalle paludi.
I Monti Ausoni si trovano anch'essi a ridosso della
Pianura Pontina e della Piana di Fondi.
I comuni più importanti sono: Campodimele, Lenola, Monte
San Biagio e Sonnino.
Verso il mare si estende Fondi edinfine, proprio sulle
rive del Tirreno, troviamo Sperlonga e Terracina.
I Monti Aurunci si distinguono per gli impervi precipizi e
i dirupi rocciosi.
I comuni più importanti di questa zona sono: Castelforte,
Itri, Spigno Saturnia e Santi Cosma e Damiano.
Sul mare, invece, si affacciano i grossi agglomerati di
Formia e Gaeta, oltre a Minturno.
La provincia di Latina ha un'economia basata
sull'agricoltura, industria, turismo e il terziario in
genere. Anche l'artigianato ha una certa importanza
sull'intero territorio.
Nella zona più a sud della provincia è particolarmente
sviluppato il commercio, mentre sulla costa gran parte del
reddito deriva dall’attività turistica.
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I comuni della
provincia di Frosinone |
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La provincia di Frosinone ha una superficie di 3.239
kmq, con 91 comuni ed un totale di 478.393 abitanti.
Il territorio è diviso in tre grandi unità
morfologiche: i rilievi appenninici dei Monti
Simbruini, i Monti Lepini fino alla Meta Mainarde; i
rilievi preappenninici dei Monti Ausoni, i Monti
Aurunci e parte dei Monti Lepini; la Valle Latina,
fra i complessi appenninici e preappenninici.
I rilievi appenninici, da nord verso nord est,
costituiscono la frontiera naturale con l'Abruzzo ed
il Molise. Comprendono, con vette al di sopra dei
2000 metri: M. Viglio (2156 m), Pizzo Deta (2041 m),
M. Meta (2241 m).
Da ovest, in direzione sud, vi sono i Monti Lepini,
i Monti Ausoni ed i Monti Aurunci. Questi gruppi
montuosi hanno una struttura geografica omogenea.
Infatti fino a tutto il 1700 erano riuniti sotto il
nome di Monti Volsci. Tra le vette più alte vi sono:
il M. Alto (1416 m), il M. Caccume (1095 m), il M.
Calvilli (1116 m) e il M. Fammera (1184 m).
Il paesaggio è di tipo carsico. A testimonianza
di ciò vi sono le bellissime e suggestive Grotte di
Pastena, formate da un ramo fossile che si estende
sotto la roccia per circa 880 metri ed un ramo
attivo lungo invece circa 2000 metri. La Grotta di
Collepardo costituisce un ulteriore esempio dei
fenomeni carsici in Ciociaria.
La Valle Latina, una depressione estremamente
ampia, separa le strutture dei Monti Lepini, dei
Monti Ausoni e dei Monti Aurunci dai Monti Simbruini,
i Monti Ernici, i Meta e i Mainarde. La Valle Latina
si restringe a nord ovest di Frosinone e diviene più
ampia in direzione sud est, fino alla depressione
del cassinate, al confine con la Campania. A nord di
Frosinone, la Valle Latina è conosciuta come Valle
del Sacco, proprio perché vi scorre il Fiume Sacco,
che nasce in provincia di Roma.
Il Sacco confluisce poi nel Liri. Il Liri, fiume
che nasce nell'Appennino abruzzese, attraversa la
piana di Sora, raggiunge Isola del Liri e qui
precipita dando origine alle bellissime cascate.
Quasi la totalità dei rilievi montuosi della
provincia di Frosinone sono territori protetti: il
versante laziale del Parco Nazionale d'Abruzzo con
la Riserva Naturale Regionale del Fibreno, il Parco
Regionale dei Simbruini, il Parco Regionale degli
Aurunci.
Oltre alle bellezze naturalistiche, la Provincia
di Frosinone è ricchissima di tesori archeologici e
artistici. I resti dell'acropoli di Alatri con le
Mura Ciclopiche costituiscono uno dei tanti esempi.
Da segnalare anche una forte presenza di monasteri.
Fra questi, la Certosa di Trisulti e soprattutto la
grandiosa Abbazia di Montecassino.
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I comuni della
Provincia di Viterbo |
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La provincia di Viterbo ha una superficie di
3.612 kmq, con 60 comuni ed un totale di 293.798
abitanti.
Il paesaggio, con le colline caratterizzate
dal coltivazioni di viti e ulivi, discende dai
monti Cimini, Volsini e Sabatini, fino alla
costa Maremmana.
L'origine vulcanica della provincia di
Viterbo è rivelata, oltre che dalla morfologia
del Lago di Bolsena e Lago di Vico, anche da
sorgenti d'acqua sulfurea termale.
Pietre di tufo, di colore rossiccio, e di
peperino, formano un piacevole contrasto che
caratterizza tutto il paesaggio fino alle mura e
agli edifici di quasi tutti i centri abitati,
compresa Viterbo capoluogo di provincia.
Il paesaggio attuale costituisce quindi il
risultato di un periodo di attività vulcanica
che ha interessato quest'area del Lazio nelle
ere passate.
Un'altra suggestiva caratteristica della
Provincia di Viterbo è costituita, come si è già
affermato, dai suoi due laghi, tra i più grandi
di tutta la catena Appenninica: Lago di Bolsena
e Lago di Vico. Entrambi si trovano all'interno
di due enormi crateri vulcanici.
Suggestivi i borghi che si affacciano sul lago
di Bolsena: Marta, Bolsena e Montefiascone e
Capodimonte.
Per quanto riguarda il Lago di Vico
particolarmente interessante è la cittadina di
Ronciglione. Rimane da sottolineare comunque che
l'intera area ha un alto valore naturalistico e
per questo motivo è stata protetta come Riserva
Naturale.
La rete idrografica è particolarmente ricca:
il Fiora, che nasce in Toscana, in provincia di
Siena e sfocia nel Tirreno presso Montalto di
Castro. Il suo corso è molto interessante anche
dal punto di vista archeologico; il Marta, che
ha origine nel lago di Bolsena e sfocia nel mar
Tirreno presso Tarquinia; il Mignone che nasce
presso Vejano e sfocia nel Tirreno presso
Civitavecchia.
Tra i corsi d'acqua che percorrono il
territorio della Tuscia non va trascurato il
Tevere, che per lunghi periodi ha costituito il
vecchio confine tra l'Etruria e il territorio
italico.
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I comuni della
Provincia di Rieti
La provincia di Rieti ha una superficie di
2.749 kmq, con 72 comuni ed un totale di
151.242 abitanti.
Il 70% di tutto il territorio della
Provincia di Rieti è montano e fa parte
dell'Appennino Centrale. Ai confini con le
Marche e l'Abruzzo sono situati i Monti
della Laga, all'interno del Parco Nazionale
del Gran Sasso. Verso Nord è situato il
gruppo del Monte Nuria, da dove ha origine
l'acquedotto del Peschiera.
Nella zona del Cicolano, il Monte Navegna
e il Monte Cervia si trovano all'interno di
una riserva naturale ricchissima di flora e
fauna e dai paesaggi suggestivi. Più a Sud
si trovano le Montagne della Duchessa, di
struttura morfologica calcarea. Poi i Monti
Sabini, punto di divisione fra la Valle
Reatina e la Sabina. Il gruppo montuoso più
conosciuto è quello del Monte Terminillo,
considerato uno dei punti più importanti del
Centro Italia per gli appassionati di sport
invernali.
Notevole è anche la presenza idrica in
tutta la provincia. Oltre alle sorgenti del
Peschiera, serbatoio di acqua per la città
di Roma, si registra anche la presenza di
undici laghi in tutto il territorio.
Rieti, il capoluogo della provincia, è
situata proprio al centro della Valle
Reatina. Al suo interno in una piccola
piazza, è situato il punto che è considerato
da tutti il "Centro d'Italia". La città ha
una ricca vita culturale ed un consistente
numero di tesori artistici.
Insieme ai paesaggi del territorio
circostante, Rieti e la sua provincia
costituiscono uno dei punti di maggior
attrattiva turistica di tutto il centro
Italia.
La Storia del
Lazio :
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Il
Latium, territorio originariamente
abitato dai Latini, con l'ampliarsi
delle conquiste romane, incluse anche i
paesi degli Ernici, degli Equi, degli
Aurunci e dei Volsci, così che i suoi
confini vennero estesi fino ai Marsi, ai
Sanniti e alla Campania. Questo nuovo e
più ampio territorio prese il nome di
Latium novum in contrasto con il
Latium vetus, che indicava il Lazio
nella sua primitiva estensione.
Nell'ordinamento amministrativo
dell'Italia, ad opera di Augusto, il
Lazio, costituì insieme con la Campania
la I regione, divenendo di fatto
estensione di Roma.
Questa regione tornò ad avere una storia
autonoma solo dopo la guerra gotica
(535-553) e la conquista bizantina,
poiché il "ducato romano" divenne
dominio dell'imperatore d'Oriente. Ma
presto, a causa delle lunghe guerre
combattute contro i Longobardi, il
territorio venne lasciato privo di
difese, e venne conquistato dal vescovo
di Roma, che possedeva già nella regione
ampi possedimenti.
La Chiesa fu quindi fu in grado di
rafforzare il suo potere politico
territoriale, grazie anche alla consegna
di Sutri da parte del re longobardo
Liutprando a papa Gregorio II (728) e di
Bomarzo, Amelia e Orte a papa Zaccaria
(742).
Parallelamente però il rafforzarsi
dell'aristocrazia laica ed
ecclesiastica, che aveva la sua base in
questa regione, diede vita ad una
pluralità di poteri in costante
concorrenza tra loro, portando i vari
signori ed il vescovo di Roma a
contendersi continuamente porzioni di
territorio laziale, sino alla metà del
XVI sec..
Molti papi, come Innocenzo III
(1198-1216), tentarono, inoltre, di
rafforzare il loro potere territoriale,
cercando di affermare la propria
autorità sulle province della Tuscia,
Campagna e Marittima attraverso
funzionari della Chiesa (rettori), al
fine di abbattere la potenza dei
Colonna.
Durante il periodo avignonese
(1309-1376), però, la lontananza del
papa da Roma favorì il potere dei
signori feudali, ai quali si opposero le
vivaci resistenze dei Comuni minori e,
soprattutto di Roma, che con Cola di
Rienzo provarono a proporsi come
antagonisti del potere ecclesiastico. Ma
la restaurazione dell'autorità
pontificia, tra il 1353 ed il 1367,
portò ad un totale recupero del Lazio e
del resto degli Stati Pontifici,
provvedendo anche al riordinamento sia
amministrativo che legislativo delle
terre riconquistate.
Dalla metà del XVI sec., con la vittoria
definitiva del potere pontificio, la
storia del Lazio perdette la sua
autonomia, confondendosi con quella
degli Stati Pontifici, nel quale formava
le province del Patrimonio di San
Pietro (con un governatore a
Viterbo) e di Marittima e Campagna
(con un governatore a Frosinone).
Dopo le parentesi della Repubblica
Romana del 1798-1799 e dell'annessione
della regione alla Francia, da parte di
Napoleone I, in qualità di dipartimento
di Roma (1808-1814), il Lazio tornò
nuovamente a far parte degli Stati
Pontifici, con un nuovo ordinamento
amministrativo, che divideva il
territorio nella "comarca di Roma"
(distretti di Roma, Tivoli e Subiaco) e
nelle delegazioni di Velletri, Viterbo,
Civitavecchia e Frosinone.
La regione fu riunita al regno d'Italia
nel 1870 quando, dopo l'abbandono di
Roma da parte delle truppe francesi, il
generale Cadorna entrò in territorio
pontificio (12 settembre), occupando
Roma il 20 settembre.
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