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Informazioni utili sulle province del Lazio

 

 La Regione Lazio

 

Complessivamente la Regione Lazio ha una superficie di 17.203 kmq ed un totale di 5.302.302 abitanti. 

 

E' delimitata dal Mar Tirreno (dalla foce del Garigliano a sud a quella del fosso del Chiarone a nord) e dalle regioni della Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise e Campania.

La geografia è assai complessa per le diverse strutture presenti dal punto di vista morfologico e geologico.

 Coltivazioni intense nell'Agro Pontino; sviluppo industriale ai piedi dei Colli Albani; scarsa agricoltura nelle zone montane, a Nord come a Sud.

Prospera invece il turismo in tutto il litorale ma anche nelle città e nei piccoli paesi, dove abbondano le tradizioni storiche e i siti archeologici. La numerosa presenza di parchi ed aree protette permette, oltre allo sviluppo del turismo, anche una maggiore tutela dell'ambiente.

                                I comuni della Provincia di Roma


La provincia di Roma ha una superficie di 5.353 kmq, con 119 comuni ed un totale di 3.849.487 abitanti.

Il territorio della Provincia di Roma offre bellezze naturali e storiche di primaria importanza ed è caratterizzato dalla notevole varietà morfologica e geografica. La struttura morfologica e ambientale permette un'analisi da effettuare in base ad una divisione in sei zone, esclusa la città di Roma, capoluogo di Provincia.

Zona Nord-Ovest
Parte dal Fiumicino e arriva fino ai tre bellissimi borghi situati sul Lago di Bracciano (Bracciano, Trevignano Romano e Anguillara Sabazia). Dal Tirreno ci si immerge all'interno delle bellissime foreste che ricoprono la zona dei Monti della Tolfa e i Monti Sabatini. Alla fine si arriva al cratere che contiene il Lago di Bracciano, vicino al quale si trova anche il piccolo ma altrettanto suggestivo Lago di Martignano. Questa zona si identifica anche con l'Area della cosiddetta Tuscia Romana.
 

Zona della Valle del Tevere
Comprende una ventina di comuni, posizionati quasi tutti lungo la Via Cassia, la Via Flaminia, la Via Salaria e la Via Nomentana. Il Tevere la divide in due aree distinte: Area etrusco-capenate ed Area della Campagna Latina. L'intera zona si distingue per la ricchezza del paesaggio. Bellissime quanto suggestive sono le Riserve naturali di Nazzano - Tevere - Farfa, il Parco della Valle del Treja e la zona del Monte Soratte. Dal punto di vista archeologico la Villa dei Volusii, il Lucus Feroniae presso Capena e il Parco Archeologico di Veio sono solo alcune delle ricchezze storiche e culturali presenti nella zona.
 

Zona Tiburtino-Sublacense
I suoi centri più importanti sono Tivoli e Subiaco. Confina con l'Area Prenestina e la zona dei Monti Lepini. Al suo interno vi sono 49 comuni disposti su un territorio di più di 1000 kmq, interamente attraversato dal fiume Aniene. La Valle dell'Aniene rende assai suggestivo l'aspetto paesaggistico. Particolarmente importanti sono anche il Parco Regionale dei Monti Lucretili e il Parco Regionale dei Monti Simbruini. Il paesaggio in generale si caratterizza per la grande presenza di colline ricche di uliveti che si estendono dai Colli di Tivoli fino alla Sabina. Nella parte meridionale, vicino Olevano Romano, non manca la vite.
 

Zona Prenestina e dei Monti Lepini
E' situata tra la Valle dell'Aniene e i Colli Albani. Al suo interno vi sono 17 comuni, quasi tutti attraversati dalla Via Prenestina e dalla Via Casilina. La zona è importantissima per la forte presenza di tesori archeologici (resti dell'epoca romana ma anche dei Volsci oltre a Castelli e Palazzi risalenti al Medioevo e al Rinascimento). Palestrina, bellissima cittadina all'inizio della Valle del Sacco e del Liri, è famosa anche per aver dato i natali al grande compositore Giovanni Pierluigi da Palestrina. Lungo la Via Casilina il borgo di Genazzano si trova alle pendici dei Monti Prenestini. Colleferro, nella valle dei Lepini, è un centro industriale.
 

Zona dei Castelli Romani
E' sicuramente la zona più conosciuta e più vicina a Roma, ospita diciassette comuni. Situata all'interno del grande vulcano Laziale dove si trovano suggestivi paesaggi. I due laghi di origine vulcanica di Castel Gandolfo e di Nemi e la grande quantità di verde conferiscono al luogo suggestioni uniche. Sempre dal punto di vista ambientale, la zona è racchiusa quasi per intero all'interno del Parco Regionale dei Castelli Romani. Dal punto di vista storico e archeologico numerose sono le ricchezze sparse in ogni angolo di questo bellissimo territorio. Si ricordano la città antica di Tusculum, sopra Frascati, la piazza con le Fontane del Bernini e il Palazzo Chigi ad Ariccia, la Villa Aldobrandini ancora a Frascati.
 

Zona del Litorale Sud
E' l'area più piccola e ospita solo quattro comuni (Pomezia, Ardea, Anzio e Nettuno). Confina con la Provincia di Latina. L'interesse naturalistico è dovuto alla massiccia presenza della vegetazione di macchia mediterranea e alla Riserva Naturale di Tor Caldara, zona nota per le esalazioni sulfuree. L'interesse storico e culturale è invece dovuto ai resti di un villaggio risalente all'età del Bronzo nei pressi di Ardea, alle rovine del Palazzo Imperiale ad Anzio, alla famosa Torre Astura nei pressi di Nettuno.
 

                                I comuni della Provincia di Latina

 

La provincia di Latina ha una superficie di 2.250 kmq, con 33 comuni ed un totale di 510.000 abitanti. Il territorio, diviso fra aree collinari, montane e piane costiere, in tutta la sua estensione, è bagnato dal Mar Tirreno.  

Il litorale ha un'estensione di più di oltre 100 km e si sviluppa dalla foce del fiume Astura fino alla foce del fiume Garigliano. I centri più importanti di questa zona sono: Latina, Sabaudia, S. Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta, Formia e Minturno-Scauri.  

Le isole pontine sono divise in due gruppi: Ponza, Palmarola, Gavi e Zannone a Nord-Ovest, Ventotene e Santo Stefano a Sud Est.
Nell'entroterra, la provincia di Latina è attraversata dagli Appennini.

Da Nord a Sud, i Monti Lepini, i Monti Ausoni e i monti Aurunci, tre catene montuose un tempo riunite sotto l'unico nome di Monti Volsci. La vegetazione risulta assai varia e i profili dei rilievi sono alti e massicci.
I comuni più importanti di questa zona sono Bassiano, Cori, Norma Priverno, Maenza, Roccagorga, Prossedi, Roccasecca dei Volsci, Rocca Massima, Sermoneta e Sezze.

Ai piedi di questa catena si estende l'Agro Pontino. In questa zona, sorgono le cosiddette città nuove: Latina, Sabaudia, Aprilia e Pontinia.
Queste città vennero costruite in epoca fascista, fra il 1932 e il 1937, quando venne realizzata la bonifica della pianura pontina dalle paludi.

I Monti Ausoni si trovano anch'essi a ridosso della Pianura Pontina e della Piana di Fondi.
I comuni più importanti sono: Campodimele, Lenola, Monte San Biagio e Sonnino.

Verso il mare si estende Fondi edinfine, proprio sulle rive del Tirreno, troviamo Sperlonga e Terracina.
I Monti Aurunci si distinguono per gli impervi precipizi e i dirupi rocciosi.
I comuni più importanti di questa zona sono: Castelforte, Itri, Spigno Saturnia e Santi Cosma e Damiano.

Sul mare, invece, si affacciano i grossi agglomerati di Formia e Gaeta, oltre a Minturno.
La provincia di Latina ha un'economia basata sull'agricoltura, industria, turismo e il terziario in genere. Anche l'artigianato ha una certa importanza sull'intero territorio.

Nella zona più a sud della provincia è particolarmente sviluppato il commercio, mentre sulla costa gran parte del reddito deriva dall’attività turistica.

                             I comuni della provincia di Frosinone


La provincia di Frosinone ha una superficie di 3.239 kmq, con 91 comuni ed un totale di 478.393 abitanti.

Il territorio è diviso in tre grandi unità morfologiche: i rilievi appenninici dei Monti Simbruini, i Monti Lepini fino alla Meta Mainarde; i rilievi preappenninici dei Monti Ausoni, i Monti Aurunci e parte dei Monti Lepini; la Valle Latina, fra i complessi appenninici e preappenninici.

I rilievi appenninici, da nord verso nord est, costituiscono la frontiera naturale con l'Abruzzo ed il Molise. Comprendono, con vette al di sopra dei 2000 metri: M. Viglio (2156 m), Pizzo Deta (2041 m), M. Meta (2241 m).
Da ovest, in direzione sud, vi sono i Monti Lepini, i Monti Ausoni ed i Monti Aurunci. Questi gruppi montuosi hanno una struttura geografica omogenea. Infatti fino a tutto il 1700 erano riuniti sotto il nome di Monti Volsci. Tra le vette più alte vi sono: il M. Alto (1416 m), il M. Caccume (1095 m), il M. Calvilli (1116 m) e il M. Fammera (1184 m).

Il paesaggio è di tipo carsico. A testimonianza di ciò vi sono le bellissime e suggestive Grotte di Pastena, formate da un ramo fossile che si estende sotto la roccia per circa 880 metri ed un ramo attivo lungo invece circa 2000 metri. La Grotta di Collepardo costituisce un ulteriore esempio dei fenomeni carsici in Ciociaria.

La Valle Latina, una depressione estremamente ampia, separa le strutture dei Monti Lepini, dei Monti Ausoni e dei Monti Aurunci dai Monti Simbruini, i Monti Ernici, i Meta e i Mainarde. La Valle Latina si restringe a nord ovest di Frosinone e diviene più ampia in direzione sud est, fino alla depressione del cassinate, al confine con la Campania. A nord di Frosinone, la Valle Latina è conosciuta come Valle del Sacco, proprio perché vi scorre il Fiume Sacco, che nasce in provincia di Roma.

Il Sacco confluisce poi nel Liri. Il Liri, fiume che nasce nell'Appennino abruzzese, attraversa la piana di Sora, raggiunge Isola del Liri e qui precipita dando origine alle bellissime cascate.

Quasi la totalità dei rilievi montuosi della provincia di Frosinone sono territori protetti: il versante laziale del Parco Nazionale d'Abruzzo con la Riserva Naturale Regionale del Fibreno, il Parco Regionale dei Simbruini, il Parco Regionale degli Aurunci.

Oltre alle bellezze naturalistiche, la Provincia di Frosinone è ricchissima di tesori archeologici e artistici. I resti dell'acropoli di Alatri con le Mura Ciclopiche costituiscono uno dei tanti esempi. Da segnalare anche una forte presenza di monasteri. Fra questi, la Certosa di Trisulti e soprattutto la grandiosa Abbazia di Montecassino.

 
                              I comuni della Provincia di Viterbo


La provincia di Viterbo ha una superficie di 3.612 kmq, con 60 comuni ed un totale di 293.798 abitanti.

Il paesaggio, con le colline caratterizzate dal coltivazioni di viti e ulivi, discende dai monti Cimini, Volsini e Sabatini, fino alla costa Maremmana.

L'origine vulcanica della provincia di Viterbo è rivelata, oltre che dalla morfologia del Lago di Bolsena e Lago di Vico, anche da sorgenti d'acqua sulfurea termale.

Pietre di tufo, di colore rossiccio, e di peperino, formano un piacevole contrasto che caratterizza tutto il paesaggio fino alle mura e agli edifici di quasi tutti i centri abitati, compresa Viterbo capoluogo di provincia.
Il paesaggio attuale costituisce quindi il risultato di un periodo di attività vulcanica che ha interessato quest'area del Lazio nelle ere passate.

Un'altra suggestiva caratteristica della Provincia di Viterbo è costituita, come si è già affermato, dai suoi due laghi, tra i più grandi di tutta la catena Appenninica: Lago di Bolsena e Lago di Vico. Entrambi si trovano all'interno di due enormi crateri vulcanici.
Suggestivi i borghi che si affacciano sul lago di Bolsena: Marta, Bolsena e Montefiascone e Capodimonte.

Per quanto riguarda il Lago di Vico particolarmente interessante è la cittadina di Ronciglione. Rimane da sottolineare comunque che l'intera area ha un alto valore naturalistico e per questo motivo è stata protetta come Riserva Naturale.

La rete idrografica è particolarmente ricca:
il Fiora, che nasce in Toscana, in provincia di Siena e sfocia nel Tirreno presso Montalto di Castro. Il suo corso è molto interessante anche dal punto di vista archeologico; il Marta, che ha origine nel lago di Bolsena e sfocia nel mar Tirreno presso Tarquinia; il Mignone che nasce presso Vejano e sfocia nel Tirreno presso Civitavecchia.

Tra i corsi d'acqua che percorrono il territorio della Tuscia non va trascurato il Tevere, che per lunghi periodi ha costituito il vecchio confine tra l'Etruria e il territorio italico.

                                 I comuni della Provincia di Rieti


La provincia di Rieti ha una superficie di 2.749 kmq, con 72 comuni ed un totale di 151.242 abitanti.

Il 70% di tutto il territorio della Provincia di Rieti è montano e fa parte dell'Appennino Centrale. Ai confini con le Marche e l'Abruzzo sono situati i Monti della Laga, all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso. Verso Nord è situato il gruppo del Monte Nuria, da dove ha origine l'acquedotto del Peschiera.

Nella zona del Cicolano, il Monte Navegna e il Monte Cervia si trovano all'interno di una riserva naturale ricchissima di flora e fauna e dai paesaggi suggestivi. Più a Sud si trovano le Montagne della Duchessa, di struttura morfologica calcarea. Poi i Monti Sabini, punto di divisione fra la Valle Reatina e la Sabina. Il gruppo montuoso più conosciuto è quello del Monte Terminillo, considerato uno dei punti più importanti del Centro Italia per gli appassionati di sport invernali.

Notevole è anche la presenza idrica in tutta la provincia. Oltre alle sorgenti del Peschiera, serbatoio di acqua per la città di Roma, si registra anche la presenza di undici laghi in tutto il territorio.

Rieti, il capoluogo della provincia, è situata proprio al centro della Valle Reatina. Al suo interno in una piccola piazza, è situato il punto che è considerato da tutti il "Centro d'Italia". La città ha una ricca vita culturale ed un consistente numero di tesori artistici.

Insieme ai paesaggi del territorio circostante, Rieti e la sua provincia costituiscono uno dei punti di maggior attrattiva turistica di tutto il centro Italia.

                                               La Storia del Lazio :

Il Latium, territorio originariamente abitato dai Latini, con l'ampliarsi delle conquiste romane, incluse anche i paesi degli Ernici, degli Equi, degli Aurunci e dei Volsci, così che i suoi confini vennero estesi fino ai Marsi, ai Sanniti e alla Campania. Questo nuovo e più ampio territorio prese il nome di Latium novum in contrasto con il Latium vetus, che indicava il Lazio nella sua primitiva estensione.

 Nell'ordinamento amministrativo dell'Italia, ad opera di Augusto, il Lazio, costituì insieme con la Campania la I regione, divenendo di fatto estensione di Roma.

Questa regione tornò ad avere una storia autonoma solo dopo la guerra gotica (535-553) e la conquista bizantina, poiché il "ducato romano" divenne dominio dell'imperatore d'Oriente. Ma presto, a causa delle lunghe guerre combattute contro i Longobardi, il territorio venne lasciato privo di difese, e venne conquistato dal vescovo di Roma, che possedeva già nella regione ampi possedimenti.

La Chiesa fu quindi fu in grado di rafforzare il suo potere politico territoriale, grazie anche alla consegna di Sutri da parte del re longobardo Liutprando a papa Gregorio II (728) e di Bomarzo, Amelia e Orte a papa Zaccaria (742).

Parallelamente però il rafforzarsi dell'aristocrazia laica ed ecclesiastica, che aveva la sua base in questa regione, diede vita ad una pluralità di poteri in costante concorrenza tra loro, portando i vari signori ed il vescovo di Roma a contendersi continuamente porzioni di territorio laziale, sino alla metà del XVI sec..

Molti papi, come Innocenzo III (1198-1216), tentarono, inoltre, di rafforzare il loro potere territoriale, cercando di affermare la propria autorità sulle province della Tuscia, Campagna e Marittima attraverso funzionari della Chiesa (rettori), al fine di abbattere la potenza dei Colonna.

Durante il periodo avignonese (1309-1376), però, la lontananza del papa da Roma favorì il potere dei signori feudali, ai quali si opposero le vivaci resistenze dei Comuni minori e, soprattutto di Roma, che con Cola di Rienzo provarono a proporsi come antagonisti del potere ecclesiastico. Ma la restaurazione dell'autorità pontificia, tra il 1353 ed il 1367, portò ad un totale recupero del Lazio e del resto degli Stati Pontifici, provvedendo anche al riordinamento sia amministrativo che legislativo delle terre riconquistate.

Dalla metà del XVI sec., con la vittoria definitiva del potere pontificio, la storia del Lazio perdette la sua autonomia, confondendosi con quella degli Stati Pontifici, nel quale formava le province del Patrimonio di San Pietro (con un governatore a Viterbo) e di Marittima e Campagna (con un governatore a Frosinone).

Dopo le parentesi della Repubblica Romana del 1798-1799 e dell'annessione della regione alla Francia, da parte di Napoleone I, in qualità di dipartimento di Roma (1808-1814), il Lazio tornò nuovamente a far parte degli Stati Pontifici, con un nuovo ordinamento amministrativo, che divideva il territorio nella "comarca di Roma" (distretti di Roma, Tivoli e Subiaco) e nelle delegazioni di Velletri, Viterbo, Civitavecchia e Frosinone.

La regione fu riunita al regno d'Italia nel 1870 quando, dopo l'abbandono di Roma da parte delle truppe francesi, il generale Cadorna entrò in territorio pontificio (12 settembre), occupando Roma il 20 settembre.
  

 

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